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Il Brand

Romualdina, molto più che una griffe: un modo di essere e di sentire, totalmente made in Italy. Romualdina nasce qualche anno fa tra Firenze e Torino dal cuore, dal corpo e dall’anima di Rosanna Zolfo.

«Avevo bisogno, necessità assoluta di riappropriarmi dei miei ricordi e delle mie emozioni, cercando di superare lo strappo lacerante da cui è nata Romualdina». Uno strappo lacerante da ricucire punto dopo punto, con un filo che è amore, che sono radici e appartenenza. Uno strappo lacerante che ha il nome scolpito per sempre nella parte più intima di Rosanna.

«Ha iniziato un amico di papà a chiamarmi Romualdina, molti anni fa. Diceva che ero identica a lui, che ero un piccolo Romualdo in versione femminile. Non poteva che essere Romualdina, il nome della mia griffe. Per lui. Per me. Perché questo percorso nella moda è il mio sogno di sempre, che ho potuto portare avanti grazie a mia madre e a mio padre. Mamma mi sta vicino ogni attimo, e non smetto mai – non smetterò mai – di ringraziarla. Papà è con noi in un altro modo: a lui, alla tanta bellezza che ci ha regalato in vita, è dedicata Romualdina».

Le emozioni si sono fatte brand. E il brand non può che restituire emozioni.

La #collezioneR, con la sua ringhiera dei ricordi, è un’esplosione di emozioni, colore, calore. Nata per creare nuove emozioni, di colore e calore, da vivere indossando ciascuno dei 13 capi.

Chi Sono
Rosanna Zolfo

All’anagrafe sono Rosanna Zolfo: sia il nome che il cognome mi sono molto cari. Difficile trovare definizioni che mi calzino giuste: sono un’eclettica di natura, mi piace muovermi e spaziare, mi piace curiosare, cambiare, sperimentare.

Se proprio devo trovare termini vicini a ciò che faccio, e che voglio continuare a fare, la prima parola in cui mi identifico è artigiana. Ho iniziato a cucire molto presto, ma non mi bastava: in modo sperimentale ed artigianale ho provato materiali nuovi, capaci di restituirmi le forme e le consistenze che cercavo. La mia passione mi ha portata fuori da Reggio Calabria, città dove sono nata e cresciuta, fino al termine degli studi superiori. Dopo il diploma al Liceo Classico Europeo ho scelto Firenze, dove mi sono laureata in Progettazione della Moda, poi sono approdata salita ancora più a Nord, approdando a Torino per completare la formazione e specializzarmi all’Istituto di Moda Mara Scalon.

Gli anni di studio mi hanno dato altre qualifiche: quelle di stilista, costumista e scenografa. Ho vinto premi importanti, molte mie creazioni hanno calcato alcune tra le più importanti passerelle di moda per una stilista esordiente. Qualcuno, vedendomi perennemente intenta a disegnare, dipingere, costruire su tela e fuori tela, mi ha chiamata artista. In realtà quella che altri chiamano arte è il mio lavoro preparatorio per capi e collezioni: in realtà continuo ad essere la curiosa di un tempo, continuo ad amare la sperimentazione, continuo a cercare modi nuovi per esprimere la mia creatività. L’unica differenza da allora è che ora lo faccio con la piena padronanza delle tante tecniche che fanno parte del vastissimo mondo sartoriale e della moda. E con la consapevolezza che la nostra ricchezza è il made in Italy, non come status o frase fatta che vende, ma come intero percorso di filiera, dall’inizio dell’idea prima ancora che prenda forma con i figurini alla scelta e alla rpeparazione dei tessuti, al taglio, alla confezione, alle rifiniture.

All’anagrafe sono Rosanna, scrivevo all’inizio. Ma dentro sono sempre stata Romualdina. Che non è solo il nome con cui ho iniziato a produrre capi: è un’emozione cucita dentro di me, in modo molto più forte di qualsiasi chiusura di sicurezza sartoriale. La scelta di tornare sullo Stretto, per creare la mia prima collezione, la collezione R appoggiata alla ringhiera dei ricordi, è la mia storia, prima ancora che la mia collezione.

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